Tessuto connettivo propriamente detto

Il tessuto connettivo propriamente detto si divide in:

  • tessuto connettivo lasso (o areolare)
  • tessuto connettivo reticolare
  • tessuto connettivo elastico
  • tessuto connettivo denso (o compatto)

Tessuto connettivo lasso

Il tessuto connettivo lasso è caratterizzato dalla presenza di numerose cellule con tipologia variabile e da sostanza amorfa povera di fibre e non particolarmente densa, quindi poco colorabile con le normali colorazioni istologiche.

Figura C4. Cistifellea umana

Figura C4. Cistifellea umana. Connettivo lasso. Porzione di fegato e sezione longitudinale di cistifellea in cui risulta evidente l’ampio strato di connettivo lasso che la riveste. Azan Mallory 40x


Figura C5. Cistifellea umana

Figura C5. Cistifellea umana. In questa micrografia si vede l’epitelio di rivestimento, la membrana basale e fasci consistenti di tessuto muscolare liscio (colorati in rosso-viola) immersi in tessuto connettivo lasso. Questo tipo di tessuto è facilmente riconoscibile dalla scarsità di fibre, dall’abbondante matrice extracellulare, dalle numerose cellule, dai vasi e dalle fibre nervose che l’attraversano. Azan Mallory 100x


Figura C6. Trachea fetale umana

Figura C6. Trachea fetale umana. Tessuto connettivo lasso della mucosa tracheale (frecce). Azan-Mallory 25x


Figura C7. Intestino crasso umano

Figura C7. Intestino crasso umano: ceco. Tessuto connettivo lasso. Em-Eo 64x


Figura C8. Esofago di coniglio

Figura C8. Esofago di coniglio. Tessuto connettivo lasso. La tonaca sottomucosa dell'esofago è costituita da tessuto connettivo lasso. Nonostante la presenza di un'abbondante componente cellulare e di numerosi vasi, notiamo un consistente contenuto di fibre collagene ed elastiche atte ad assolvere la funzione di sostegno ed elasticità tipica dell’esofago. Ignesti 100x


Figura C9. Lingua di coniglio

Figura C9. Lingua di coniglio. Tessuto connettivo lasso che presenta, al di sotto della membrana basale su cui appoggia l'epitelio pavimentoso stratificato della lingua, fibre collagene reticolari, colorate in azzurro intenso. Ignesti 100x


Figura C10. Intestino di topo

Figura C10. Intestino di topo. Fitta rete connettivale (colorata in azzurro e indicata dalle frecce) che avvolge le fibrocellule muscolari liscie dell'intestino. Azan-Mallory 100x


Figura C11. Tessuto muscolare umano

Figura C11. Tessuto muscolare umano. Fasci nervosi circondati da tessuto connettivo lasso (in azzurro). Azan-Mallory 200x


Tessuto connettivo reticolare

Si indica con il termine di tessuto connettivo lasso reticolare un tessuto connettivo ricco in fibre reticolari costituite da collagene di tipo III. Queste fibre, nonostante siano costituite da collagene, a causa della diversità dell’organizzazione, delle dimensioni, della specifica funzione e, soprattutto, della forte affinità all’argento metallico (da qui la denominazione di fibre argirofile) hanno mantenuto il loro nome originario, ossia fibre reticolari o fibre del reticolo.
La maggiore affinità verso i coloranti a base d’argento, che è alla base della colorazione di Bielschowsky per le fibre reticolari, sembra sia da attribuire, più che alle caratteristiche biochimiche dei costituenti le fibre, alla conformazione delle fibre stesse e alla matrice che le circonda. Dal punto di vista istologico l’unica vera differenza con le altre fibre collagene è data dal fatto che mentre queste sono aggregate in fascetti, le fibre reticolari sono isolate e tendono a formare sottili reticoli. Queste fibre circondano le singole fibre muscolari e le fibre nervose periferiche in modo da isolarle fra di loro, si associano alla membrana basale, subito al di sotto degli epiteli, circondano gli adipociti, formano la sottile trama reticolare che costituisce lo stroma connettivale degli organi linfoidi e delle grosse ghiandole, sia esocrine che endocrine.
Nella vita embrionale, durante la trasformazione da tessuto mesenchimale a tessuto connettivo, le fibre reticolari sono le prime ad apparire e solo successivamente gran parte di esse vengono sostituite da fibre collagene.

Figura C12. Ovario di topo

Figura C12. Ovario di topo. Connettivo reticolare che si estende a tutto lo stroma ovarico ispessendosi notevolmente nelle membrane basali. Bielschowsky 25x


Figura C13. Ovario di topo

Figura C13. Ovario di topo. Connettivo reticolare colorato in nero intenso dal precipitato di argento. Queste fibre vengono dette argentofile (o argirofile) proprio per la loro affinità all'argento. Bielschowsky 64x


Figura C14. Ovario di topo a più forte ingrandimento

Figura C14. Ovario di topo a più forte ingrandimento. Si notano le fibre reticolari, particolarmente ispessite subito al di sotto dell'epitelio dei vari follicoli oofori, proprio per fornire una base solida alle cellule epiteliali e nello stesso tempo dare la possibilità ai vasi di svolgere la loro funzione trofica. Bielschowsky 100x


Figura C15. Ovidotto di topo

Figura C15. Ovidotto di topo. Le fibre reticolari, colorate in nero, disegnano la trama connettivale attorno alle fibrocellule liscie che formano la tonaca muscolare dell'ovidotto. Bielschowsky 200x


Figura C16. Timo di topo

Figura C16. Timo di topo. Fibre reticolari che disegnano l’architettura del timo e che circondano alcuni vasi sanguigni. Bielschowsky 40x


Figura C17. Timo di topo a più forte ingrandimento

Figura C17. Timo di topo a più forte ingrandimento. Sottile trama di fibre connettivali reticolari particolarmente evidenti nella midollare. Bielschowsky 100x


Figura C18. Milza di topo

Figura C18. Milza di topo. Fitta trama di fibre reticolari che circondano un capillare. Bielschowsky 100x


Figura C19. Milza umana

Figura C19. Milza umana. Rete di fibre collagene reticolari che forma il connettivo di sostegno della milza. Gomori per le fibre reticolari 200x


Figura C20. Milza umana

Figura C20. Milza umana. Fibre connettivali reticolari che circondano un piccolo capillare sanguigno. Bielschowsky 200x


Figura C21. Tiroide umana

Figura C21. Tiroide umana. Le fibre reticolari creano una delicata trama reticolare che avvolge i follicoli tiroidei. Bielschowsky 200x


Figura C22. Cute palmare umana, sezione trasversale

Figura C22. Cute palmare umana, sezione trasversale. Fibre collagene reticolari, colorate in nero intenso dall'argento metallico, che concorrono alla formazione della membrana basale. Bielschowski 100x


 

Tessuto connettivo elastico

Le diverse strutture che compongono l’organismo devono spesso rispondere a sollecitazioni meccaniche o assolvere a funzioni di scorrimento o scivolamento. Il tessuto connettivo, che ha il compito di assecondare questi movimenti, deve avere una struttura elastica capace di rispondere ad eventuali sollecitazioni ma che, una volta terminate, possa riportare la struttura alla forma e alla dimensione originarie, senza deformazioni. Questo tipo di connettivo viene detto elastico. Il tessuto connettivo elastico è composto da fibre non birifrangenti, diverse quindi da quelle del connettivo collagene, formate da elastina, da sostanza amorfa e da fibrillina.
Nella sua organizzazione microscopica il tessuto connettivo elastico può essere organizzato prevalentemente in fibre parallele (come nel legamento nucale dei ruminanti, nei tendini e nei legamenti della colonna vertebrale nell’uomo) o in fibre, più o meno numerose, sparse tra le fibre collagene (epiglottide, orecchio esterno, vescica urinaria). Nella parete delle arterie non vi sono fibre e l’elastina si presenta sotto forma di lamine fenestrate dette membrane elastiche.
Macroscopicamente, il connettivo elastico è facilmente distinguibile per la leggera colorazione giallognola che l’elastina dà a questo tessuto; a livello microscopico invece, lo possiamo riconoscere solo grazie a colorazioni elettive a base di resorcin-fucsina (Weigert) o di aldeide-fucsina (Halmi) che danno a questo tessuto la classica colorazione viola-nera intensa.

Figura C23. Polmone di coniglio

Figura C23. Polmone di coniglio. Lamine elastiche, colorate in nero-viola dalla resorcin-fucsina nella tonaca media di un'arteria del polmone. Weigert 160x


Figura C24. Encefalo di cavia

Figura C24. Encefalo di cavia. Sezione di arteria in cui si evidenzia la membrana elastica interna, non colorata. Bodian al Protargolo 400x.


Figura C25. Polmone di coniglio

Figura C25. Polmone di coniglio. Fibre elastiche che rivestono un'arteria del polmone. Si noti il tipico andamento sinusoidale delle fibre che formano le lamine elastiche. Questa colorazione non ha contrasto per cui i nuclei, il citoplasma e la matrice extracelluare sono scarsamente colorati. Weigert 100x


Figura C26. Arteria umana

Figura C26. Arteria umana. Colorazione elettiva che mette in evidenza le fibre elastiche della tonaca media (colorate in nero intenso). E' ben visibile la lamina elastica interna. Il preparato ha una colorazione Em-Eo di contrasto. Weigert Em-Eo 100x


Figura C27. Cute umana

Figura C27. Cute umana. Fibre elastiche, colorate in nero-viola intenso, molto ondulate perchè fissate in una condizione di riposo. Il preparato è stato contrastato con una Em-Eo. Weigert Em-Eo 100x


Figura C28. Cute umana

Figura C28. Cute umana. Fibre elastiche dal caratteristico andamento sinusoidale in visione longitudinale, colorate in nero, sparse nel derma sottocutaneo umano. Le fibre collagene sono colorate in rosa intenso. Weigert Em-Eo 100x


Figura C29. Esofago di coniglio

Figura C29. Esofago di coniglio. Fibre elastiche (colorate in viola scuro) sezionate trasversalmente, presenti nel connettivo della tonaca mucosa. Weigert 100x


 

Tessuto connettivo denso

Il tessuto connettivo denso è caratterizzato da numerose fibre formate da collagene di tipo I, organizzate in fasci, anche molto spessi, immerse in una sostanza amorfa e orientate in diverse direzioni nello spazio: a fibre parallele (tendini), a fibre incrociate (cornea), a fibre intrecciate (derma). Le cellule sono meno numerose rispetto al connettivo lasso. La sostanza amorfa del tessuto connettivo denso è più colorabile rispetto a quella del tessuto connettivo lasso. Il tessuto connettivo denso non presenta confini netti e precisi con il tessuto connettivo lasso.

Figura C30. Cute umana

Figura C30. Cute umana. Tessuto connettivo denso a fibre intrecciate tipico del derma. Ignesti 25x


Figura C31. Prepuzio umano

Figura C31. Prepuzio umano. Tessuto connettivo a fibre intrecciate. Em-Eo 40x


Figura C32. Palpebra umana

Figura C32. Palpebra umana. Tessuto connettivo denso a fibre intrecciate della palpebra (piatto tarsale) colorata in azzurro grigio. Azan-Mallory 40x


Figura C33. Vescica urinaria umana

Figura C33. Vescica urinaria umana. Sezione semifine di tessuto connettivo denso frammisto a fibrocellule muscolari liscie. Em-Eo 100x


Figura C34. Surrene di coniglio

Figura C34. Surrene di coniglio. Connettivo denso capsulare colorato in azzurro-verde che circonda la ghiandola surrenale. Ignesti 100x


Figura C35. Linfonodo di maiale

Figura C35. Linfonodo di maiale. Tessuto connettivo denso capsulare irregolare che circonda il linfonodo. Azan-Mallory 200x


Figura C36. Cute di balena

Figura C36. Cute di balena. Tessuto connettivo denso a fibre intrecciate del derma cutaneo. Le fibre, per poter opporre una resistenza maggiore, sono spesse, intrecciate e ricche di collagene. Azan-Mallory 64x


Figura C37. Cute di balena

Figura C37. Cute di balena. Derma a più forte ingrandimento in cui si evidenzia, nel complicato intreccio di fibre connettivali, tessuto adiposo, sia uniloculare che multiloculare. Questa particolare organizzazione del derma dei mammiferi marini prende il nome di “blubber”. Azan-Mallory 200x


Figura C38. Prostata umana

Figura C38. Prostata umana. Tessuto connettivo denso a fibre intrecciate colorate in azzurro intenso con, inframmezzate, fibrocellule muscolari liscie colorate in marrone. Ignesti 40x


Figura C39. Costa fetale umana in via di ossificazione

Figura C39. Costa fetale umana in via di ossificazione. Tessuto connettivo compatto irregolare del periostio. Azan-Mallory 40x


Figura C40. Piede di embrione umano

Figura C40. Piede di embrione umano. Il tessuto connettivo denso che circonda il tessuto osseo prende il nome di periostio ed è riconoscibile per le fibre dense e irregolari (ricche di collagene e quindi colorate intensamente in rosso arancio) presenti nello strato esterno. Lo strato interno presenta osteblasti in diretto contatto con l'osso responsabili del suo accrescimento durante la vita fetale e durante lo sviluppo. Nell'adulto, è responsabile della formazione del callo osseo in caso di frattura. Em-Eo 100x


Figura C41. Giunzione muscolo-tendinea umana

Figura C41. Giunzione muscolo-tendinea umana. Tessuto connettivo denso a fibre parallele. Le fibre connettivali hanno un andamento regolare e parallelo per avere una buona resistenza alla trazione. Si notano i fascetti di tessuto connettivo (frecce) che si addentrano nel tessuto muscolare per ancorare efficacemente il tendine al muscolo. Em-Eo 25x


Figura C42. Tendine umano

Figura C42. Tendine umano. Tessuto connettivo denso a fibre parallele. A riposo, le fibre connettivali parallele hanno un andamento leggermente sinusoidale per la forte presenza di componente elastica. Em-Eo 64x


Figura C43. Occhio di topo

Figura C43. Occhio di topo. Cornea. Tessuto connettivo denso regolare a fasci incrociati (linea tratteggiata). In questo tipo di connettivo ogni strato di fibre è posto a 90° rispetto a quello successivo. Grazie a questa disposizione le fibre collagene danno una particolare trasparenza al tessuto permettendo il passaggio della luce senza aberrazioni. HRP Em 200x

Ultimo aggiornamento 12 Maggio 2022